
Il rilancio economico di molti settori produttivi italiani dipende anche dalle politiche macroeconomiche dettate negli ultimi decenni dalla globalizzazione produttiva e finanziaria, la stessa che ha portato all’attuale situazione di stagnazione economica.
Sglobalizzare non vuol dire necessariamente autarchia produttiva ed economica, più precisamente richiede delle regole che in un mercato comune globale devono avere tutti i paesi, specie in tema di lavoro, molte aziende hanno delocalizzato per la convenienza di un più basso costo del lavoro producendo in paesi in via di sviluppo, per vendere poi prodotti nei paesi più evoluti, qui il problema di oggi, i prodotti realizzati in Cina gli stessi cinesi non se li possono permettere ed in occidente oggi siamo allo stesso livello semplicemente perché l’offerta supera la domanda a fronte di una forza lavoro in calo, quindi una minore disponibilità economica.
Una delle possibili soluzioni che dovrebbero essere adottate è appunto regole comuni per un mercato comune, dove tutti i competitori hanno le stesse possibilità e la differenza è sul prodotto e non sul costo di produzione, se questo è allineato, i paesi emergenti hanno possibilità infinite sotto questo punto di vista e poche intenzioni di adottare regole che farebbe perdere competitività e quindi collassare il sistema, per questo sarebbe auspicabile un accesso limitato alle produzioni estere favorendo quelle nazionali.
Nei prossimi anni queste limitazioni potranno essere dettate da un probabile aumento del petrolio che renderà meno appetibile se non sconveniente importare dai paesi asiatici a causa del costo dei trasporti che lieviterà in modo sensibile, come successo un anno fa quasi come se fosse un “avvertimento” di cosa può succedere se il costo dei trasporti diventa elevato.
Le produzioni nazionali ed in modo particolare quelle artigianali potranno avere dei benefici da questo rallentamento delle importazioni, così come l’occupazione e la piccola e media impresa, il problema è solo quello di resistere, nel frattempo interventi tampone alle importazioni sarebbero la soluzione più indicata per stimolare e dare prospettive per il futuro.
L’artigianato e le aziende italiane sono in stand-by sotto questo punto di vista, l’incertezza del futuro e la condizione economica difficile rendono impossibili programmi di sviluppo, impedendo di fatto una vera via d’uscita dalla crisi, le aziende artigiane al momento sono quelle che pur soffrendo patiscono meno, semplicemente perché hanno una capacità di adattamento più snella e veloce rispetto a realtà più grandi, è ipotizzabile quindi che il rilancio ci sarà proprio grazie all’artigianato e quindi grazie al più autentico Made in Italy.