
Il rallentamento economico dei grandi ex-rivali ai tempi della guerra fredda fanno segnare un bilancio export negativo, scendono di circa il 5% le esportazioni in Russia ed USA i due principali mercati di riferimento per gran parte della produzione di calzature italiane.
Controtendenza la Francia che spesso in passato “snobbava” il Made in Italy, importando il 5% in più facendo da controbilancia nei confronti della Germania che scende invece del 3%, anche la Svizzera sfiora il punto percentuale di incremento nelle importazioni, complessivamente sembra essere l’Europa il mercato di riferimento per il settore calzature, in sostanza una sorta di “autarchia” produttiva per il settore.
In ultima analisi per l’export futuro a breve termine il settore calzaturiero forse non dovrebbe guardare troppo lontano, i paesi dell’area Euro non tutti, ma molti possono essere la valvola di sfogo per integrare mercati impantanati più di altri nella crisi economica, a tal proposito forse è interessante analizzare le possibilità che possono offrire i paesi Euro del versante ovest.