
La globalizzazione in questo momento e con questa crisi sta manifestando tutte le sue debolezze, specie quella delle carabattole cinesi spesso vuote come le scatole, il miracolo non c’è stato e purtroppo oggi sembra più un incubo per quanti hanno puntato e creduto alla favola globale.
Già molti paesi stanno stringendosi a difesa delle produzioni interne specie quelle di massa la cui finalità è proprio l’export data la competitività spesso legata ai prezzi, per cui saranno limitate le importazioni a favore delle produzioni interne con la speranza ovvia di ridare ossigeno anche all’occupazione, cosa molto improbabile perché altri paesi prenderanno le stesse misure protezionistiche, uno di questi paesi è la Russia ma non sarà la sola dato che è probabile che molti altri paesi la seguiranno.
Dunque marcia indietro autarchia e mercato interno, meno export ed ovviamente meno produzione con conseguente calo dell’occupazione almeno nelle grandi imprese, mentre le piccole e medie imprese se non hanno puntato tutto sull’export negli anni passati potranno sperare di superare la crisi senza traumi fatali, inutile dire che si tratta di artigianato e prodotti di qualità, sostanzialmente un ritorno al passato guardando i passati mitici anni ’70, dove ogni garage era un’azienda, dunque per chi si fosse perso gli anni ’70 è utile fare un ripasso per ricordarseli, perché questo 2009 sarà molto simile.
La speranza dunque per non sprofondare è riposta anche nell’artigianato quello che fu il motore economico e che portò il benessere negli anni trascorsi fino ai primi anni ’90, creatività, fantasia e voglia di fare, mai come oggi la “mente ferma” potrebbe essere un errore.